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Sandro Chia e il disegno. La mostra “I due pittori” alla Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce

Sandro Chia. I due pittori. Opere su carta 1989 - 2017, exhibition view, Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS, Lecce, 2025 - Courtesy Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS
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La mostra Sandro Chia. I due pittori. Opere su carta 1989-2017, a cura di Lorenzo Madaro, propone una lettura sistematica della produzione su carta dell’artista fiorentino, offrendo un’indagine che si distingue per rigore critico e valore documentario. Allestita presso la Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS di Lecce, l’esposizione raccoglie cento opere, selezionate per mettere in evidenza il ruolo del disegno e della pittura su carta nel percorso creativo di Sandro Chia.

All’interno della ricerca di Chia infatti, la carta non è mai stata un semplice supporto preliminare alla pittura su tela, ma un ambito di ricerca autonomo, dove l’artista esplora soluzioni formali e linguistiche con una libertà espressiva spesso indipendente rispetto alla coeva produzione pittorica e scultorea.

Figura centrale della Transavanguardia, teorizzata da Achille Bonito Oliva alla fine degli anni Settanta, l’artista toscano si è distinto per un linguaggio pittorico che combina citazione colta, gestualità immediata e intensa componente narrativa. Se la sua opera su tela si è affermata in ambito internazionale per la capacità di reinterpretare la tradizione figurativa con un lessico fortemente espressivo, è nella carta che questa tensione tra passato e presente si manifesta nella sua forma più diretta.

Il titolo della mostra rimanda a Due pittori al lavoro, una delle opere più note di Chia, suggerendo una riflessione sulla duplice identità dell’artista: da un lato, il pittore che si confronta con la Storia dell’arte; dall’altro, il creatore che rielabora il proprio repertorio iconografico in una continua metamorfosi visiva.

La selezione delle opere mette in luce la stratificazione del suo immaginario figurativo, popolato da corpi possenti, volti enigmatici e scene dal carattere teatrale. Tra i soggetti ricorrenti emerge Pinocchio, figura che nell’opera di Chia assume un valore simbolico profondo: il burattino di Collodi diviene emblema della trasformazione dell’identità, della finzione dell’arte e della tensione tra verità e illusione.

Nella sua pittura, l’artista fiorentino ha spesso attinto a riferimenti visivi che spaziano dal Rinascimento al Barocco, dalla Metafisica alla Pop Art. In mostra si ritrovano echi di Masaccio, Rubens, Picasso, De Chirico, rielaborati attraverso una pennellata vigorosa e una tavolozza cromatica intensa. L’ironia, elemento distintivo del suo linguaggio, si manifesta in una rappresentazione volutamente ambigua della figura umana, oscillante tra monumentalità e caricatura.

La scelta curatoriale di concentrare l’attenzione sulla produzione su carta consente di cogliere la dimensione più sperimentale del lavoro di Chia. Il disegno, in particolare, si configura come un mezzo di indagine autonoma, lontano dalla funzione preparatoria tradizionalmente assegnata a questo medium.

Nel percorso espositivo infatti, notiamo come il segno grafico si alterna a interventi pittorici realizzati con tecniche miste, tra cui acquerello, pastello e inchiostro, confermando l’interesse dell’artista per la contaminazione dei linguaggi. La fluidità del tratto e la gestualità libera testimoniano un approccio in cui l’improvvisazione si combina con una riflessione costante sulla struttura dell’immagine.

Il percorso curatoriale di Madaro, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Brera, offre dunque uno spaccato inedito sulla poetica di Chia, rivelando come la carta abbia costituito un luogo privilegiato di sperimentazione rispetto alla produzione pittorica e scultorea che lo ha consacrato sulla scena internazionale. Ciò denota inoltre, un approccio rigoroso che evita letture meramente cronologiche, privilegiando un allestimento che mette in relazione le opere attraverso affinità tematiche e formali.

La mostra “I due pittori” rappresenta quindi, in tal senso, un contributo significativo alla rilettura critica dell’opera di Chia, offrendo nuove prospettive sul suo rapporto con il disegno e la pittura su carta. Lontana da intenti celebrativi, l’esposizione propone una riflessione sulla persistenza della pittura come strumento di indagine sulla realtà e sulla memoria visiva. Anche il catalogo, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, si inserisce in questo ampio discorso, arricchendolo con una sezione scientifica curata da Simone Melis, attraverso materiali d’archivio e documentazione bibliografica ed espositiva.

Possiamo pertanto affermare che a distanza di quarant’anni dall’istituzione della Transavanguardia, il lavoro di Chia continua a interrogare il ruolo della figura nella pittura contemporanea, confermando la sua attualità nel panorama artistico internazionale.


Sandro Chia. I due pittori. Opere su carta 1989 – 2017
a cura di Lorenzo Madaro
30 gennaio 2025 – 04 maggio 2025
Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS – Piazzetta Giorgio Baglivi 4, Lecce

www.fondazionebiscozzirimbaud.it
@fondazionebiscozzirimbaud


Immagine di copertina: Sandro Chia. I due pittori. Opere su carta 1989 – 2017, exhibition view, Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS, Lecce, 2025 – Courtesy Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS


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