È dalla contemplazione delle placide e ubertose colline venete del Prosecco che nascono i paesaggi fantastici, quasi fantascientifici, di Marco Mastropieri.
È una super natura immaginata dopo essere stata accuratamente vista e guardata, quella che scaturisce come visioni dantesche dalle tele del giovane artista pugliese, naturalizzato tra le vigne di Conegliano, in mostra fino al 18 ottobre 2024 alla Candy Snake Gallery, sotterraneo indipendente di Giovanni Bonelli, in via Porro Lambertenghi, a Milano.
Non è la prima volta che ArteiN pubblica Mastropieri, e il fatto che questa è la sua seconda mostra a Milano la dice lunga sull’attenzione che merita. Non avendo egli ancora raggiunto i trent’anni, Mastropieri riflette anagraficamente in pieno l’influenza dirompente, ineluttabile dell’ecologismo estremo contemporaneo, ma in quanto artista, a quanto pare, la restituisce in una forma d’arte condensata e poetica, ancorché terribile, in alcune prove, come esige, appunto, il racconto attuale dei fatti naturali. E, per fortuna, assai perita tecnicamente, nell’impegno compositivo e nella competenza pittorica, che non guasta, di questi tempi, funestati dalla furia del dilettantismo spettacolare, oltre che dalle devastazioni climatiche.
È bello constatare che accostato a un nubifragio esiziale vi si trovi un dolce declivio accarezzato dai venti della primavera, ed è questa la maniera espressiva del debuttante (ormai non più) artista vedutista, che vede e comprende tutta la natura che riesce a compenetrare nella percezione e la rapprende in un insieme istantaneo – e tuttavia molto ben dettagliato nelle forme e nei colori – simultaneo, di quiete e di tempesta.
Bella anche la scelta dei titoli di opere e rassegne. Quella in corso si chiama, latinamente, Relicta Hortus, giardino dimenticato. Ma si combina anche con i luoghi comuni linguistici che provengono dalla gastronomia globale: Relicta Hortus – Wasabi. Bello, classico, contaminato, suggestivo, evocativo di antichi mondi e panorami nuovi, talmente nuovi che nemmeno ancora esistono. Ma forse, chissà, un giorno vedremo i colori di un prato con il daltonismo dei cani, ma saranno tinte reali, trasformate dalla natura che, matrigna lo è sempre stata – e lo sapeva anche Giacomo Leopardi -, ma in alcuni periodi, come nel presente periodo, manifesta con maggiore livore gli istinti più radicali.
Bella, in definitiva, la combinazione felice, vissuta davvero come daimon, alla greca, ovvero visione-intuizione-ispirazione autentica, insopprimibile, di ricordi dei paesaggi della invenzione, della letteratura, del sogno perfino, e previsione-profezia-rivelazione che emerge come dato sensibile offerto all’osservazione ignara delle opere di Mastropieri, come un viaggio organizzato, articolato a tappe ben connotate (per quanto impossibili) tra le campagne della preistoria e le valli del futuro.
Marco Mastropieri – Fragore di un naufragio
A cura di Sole Castelbarco Albani
12 settembre 2024 – 19 ottobre 2024
Candy Snake Gallery, via Luigi Porro Lambertenghi 6 – Milano
www.candysnakegallery.com
@candysnakegallery
Immagine di copertina: Marco Mastropieri, Germogliare, 2024 – Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery
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