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Le molte lune di Louisa Gagliardi al MASI

Louisa Gagliardi, Night Caps, 2022. Private Collection, Basel © the artist Ph. Stefan Altenburger Photography, Zürich
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Un universo fatto di colori fluorescenti, atmosfere da incubo sci-fi e una tavolozza sintetica che trasforma scene quotidiane in visioni oniriche. È il mondo perturbante di Louisa Gagliardi, artista svizzera nata a Sion nel 1989, protagonista della mostra Many Moons al Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) di Lugano, dal 16 febbraio al 20 luglio 2025. 

I suoi mondi immaginari si collocano nel solco di correnti storiche come il surrealismo, la metafisica e il realismo magico, ma nascondono una riflessione profonda sulle complessità della vita moderna. Le sue opere, un mix tra psicologia e fantascienza, esplorano i confini sfumati tra reale e virtuale, intimità e visibilità, appartenenza e alienazione.

La tecnica dell’artista è tanto innovativa quanto complessa: le opere nascono da un’elaborazione digitale, vengono stampate su vinile, tese su telaio e poi rifinite con vernice, gel, glitter o smalti per unghie. Un processo che può durare fino a un anno per ciascun lavoro, creando superfici che sembrano quasi liquide e ipnotiche.

Il percorso espositivo, sviluppato su misura per lo spazio ipogeo del LAC, inizia in modo classico ma svela presto risvolti inaspettati. In Night Caps, lo spettatore si trova sovrastato da funghi altissimi, sulla cui sommità si chinano tre volti inquietanti. Negli spazi domestici, invece, Gagliardi raggiunge l’apice del perturbamento: in Chaperons (2023), mani giganti avvolte in guanti viola intervengono in un interno blindato, mentre in Roundabout (2023) figure dai volti acidificati appaiono sorde a qualsiasi interazione.

Particolarmente significativi sono i due nuovi cicli site-specific creati per la mostra: una stanza-tenda, dove il pubblico è immerso nella rappresentazione di un interno non-luogo con poltrone Le Corbusier presenti sia nei dipinti che nello spazio fisico, e Streaming, dove due enormi figure sdraiate richiamano modelli rinascimentali in un virtuoso scorcio prospettico.

Con la sua tavolozza di colori acidi applicati a soggetti sovradimensionati, Gagliardi evoca l’inquietudine della nostra era digitale, dalla sorveglianza tecnologica alla catastrofe ecologica, rendendo lo spettatore parte attiva dell’opera.  


Louisa Gagliardi
Many Moons
A cura di Francesca Benini
16 febbraio 2025 – 20 luglio 2025
Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), Lugano, Sede LAC

www.masilugano.ch
@masilugano


Immagine di copertina: Louisa Gagliardi, Night Caps, 2022. Private Collection, Basel © the artist
Ph. Stefan Altenburger Photography, Zürich


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